martedì 9 agosto 2011

PRIVACY, ECCESSO DI ZELO E ASSURDITA'.

E' capitato per la quinta volta in due anni. Da quando una bambina marocchina (poteva essere anche italiana, rom, o di altra estrazione, e' lo stesso) compagna di banco di mia figlia, ha attaccato i pidocchi a tutta la scuola. Trattasi di una scuola elementare che conta poco meno di un centinaio di bambini, che comunque ci si conosce un poco tutti. Ennesima rimostranza da parte dei genitori, maestre che se ne impippano per via di una legge: LA LEGGE SULLA PRIVACY. Questa legge impone agli insegnanti la totale estraneita' a queste vicende, e li rende inermi nei confronti a queste situazioni, vietando perfino di interpellare la ASL locale per i provvedimenti di prassi. La ASL, interpellata dai genitori, a sua volta non ha agito per via della legge medesima, per paura di denunce da parte dei genitori di questa bambina. Ora mi chiedo: assodato che la scarsa igiene della bambina e' tale che non le si puo' stare vicina, assodato che e' partito da lei il focolaio di pidocchi piu' volte (le si vedono camminare in testa alcuni anche di 2-3- millimetri), assodato che i bambini hanno avuto disagi notevoli nel debellare questo grande fastidio, CHE BISOGNA FARE? Possibile che si debba stare impassibili per paura di ritorsioni? Possibile che non venga imposto un sopralluogo dal servizio igiene a casa di questi signori? E ancora, dato che chiudono i negozi solo perche' trovano un articolo scaduto da un giorno che ancora non e' stato rimosso dagli scaffali, perche' allo stesso modo non si interviene per la salute della comunita'? SONO SCANDALIZZATO, non so piu' dove andremo a finire.