mercoledì 24 agosto 2011

I MIEI VECCHIETTI.

Nazareno, il piu' anziano, cento anni e tre mesi.
Marina, da trenta anni qui tra noi, dalla nascita disabile.
Prima, dolce e sempre col viso sofferente.
Germino, coltiva ancora l'orto della casa di riposo, e non solo.
Vincenza, sempre in prima fila per tutto.
Esterina, una gamba di legno, ma molto autonoma.
Giuliana, con l'aria di una persona molto colta anche se impedita dall'ictus.
Bruna, sempre ad affaccendarsi per qualcosa, oppure a passeggiare per passare il tempo.
Elena, coi suoi momenti di malinconia.
Maria, l'ultima arrivata, dolce e romana, molto intelligente ed arzilla, si lamenta sempre.
Vela, polemica e un po' sopra le righe, fa la pubblicita' a suo figlio che ha la concessionaria di auto. 
Dina, se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Secca come un chiodo, ghiotta di gelato e dolci.
Franco, giovane ma con un acciacco di troppo.
Giovanni, il piu' giovane. Grande passeggiatore.
Luisa, una vita da raccontare, a ricordarsela. Battuta pronta, sguardo assente.
Beppina, sorella di Marina, molto dignitosa e signorile.
Teresa, lamentosa sempre.
Emilia, imponente nel fisico.
Angiolina, ne ho scritto di recente. La preferita di mia figlia, e mia figlia la sua preferita. 98 anni compiuti.
 
Ci sono altri allettati che non conosco al piano superiore, ma tutti, proprio tutti coloro che vivo quotidianamente sono nel mio cuore e giudico come una mia seconda famiglia. Il pensiero va a loro, miei compagni di mattina e qualche pomeriggio, con i quali scambio sempre una parola per ciascuno di loro, leggendo un sorriso ogni volta che rivolgo loro un saluto. Questo e' vita, e' sentimento, e' amore. Grazie da parte mia a tutti loro.