mercoledì 31 agosto 2011

A CARLA.


Ciao Carla.
Oggi sono stato, come ogni venerdi’,
tuo compagno di viaggio.
C’e’ un feeling particolare tra noi,
nulla di sessuale,
ma un feeling di intesa che va oltre l’amicizia.
Sono sempre stato un ottimo ascoltatore,
e tu l’hai capito,
specie oggi che ti sei voluta sfogare
ed hai voluto dirmi delle cose
come per chiedere a me supporto e consigli.
Sei una persona responsabile e cosciente,
sin dal primo giorno che ti ho conosciuta
e che ti disperavi perche’ non volevi venire al centro
assieme agli altri.
Perche’ tu sei diversa, tu sei cosciente, capisci e parli.
Perche’ sei speciale, chiusa in un corpo deforme e contratto
da una ipossia subita nel parto per colpa di una negligenza
di chi mai ha pagato le sue colpe.
Spesso ti sei disperata
perche’ nel centro non ti trattano come normale,
ma come tutti gli altri
che non hanno la facolta’ intellettiva come te,
e tu ne soffri davvero tanto.
Ma ho anche visto il tuo viso illuminarti
per un amico che ti comprende
e cio’ mi inorgoglisce non poco.
Oggi mi hai aperto il cuore,
confidandomi che stai decidendo per una nuova tecnica
di impianto sottopelle che ti permette di distendere tendini e muscoli
e ti fara’ finalmente finire i dolori
-atroci a volte-
che hai tutto il giorno.
Il tuo viso aveva un sorriso stampato,
un sorriso di speranzamentre mi raccontavi.
Ma la cosa che mi ha fatto tenerezza,
una tenerezza speciale
e’ stato quando ti ho chiesto
che cosa avresti desiderato per Natale.
Mi dicesti nulla, ti basta sapere tutti i tuoi cari in salute.
Di contro, ti ho detto che volevo sapere se TU volevi qualcosa.
Mi hai risposto che hai sempre desiderato solo e sempre una cosa.
E quella cosa e’ volere,
almeno per una volta,
camminare con le tue gambe.
Sai benissimo che il tuo sogno e’ impossibile,
sai che la sedia su cui siedi sono le tue gambe,
e ti accontenti di sognare…
E’ stato irrefrenabile l’impulso di farti una carezza,
avrei voluto stringerti forte.
Ti ho allora spronato a non arrenderti mai,
a cercare nuovi ritrovati per farti stare meglio,
e a credere nella vita,
battagliera come sei.
Carla,
hai 46 anni,
il desiderio legittimo di una vita normale,
il desiderio di amore,
di vivere,
camminare,
gioire.
Per ora pero’,
sappi che a prendere forza,
a gioire per un tuo sorriso,
per la tua voglia di vivere
sono io,
Un tuo amico speciale.
Un tuo amico sincero.
Un tuo amico per sempre.