sabato 6 aprile 2013

MALASANITA'.

Mi e' successo a febbraio e ieri. Questa e' la lettera di reclamo che ho mandato via email. E' assurdo che si possa avere soggetti del genere in un servizio preposto  ai pazienti. E' scandaloso il fatto di avere orari assurdi: Ritiro dei referti dalle 11 alle 12.30, ritiro dei medicinali dalla farmacia ospedaliera dopo le 11... insomma, uno o fa le visite, o va per ritirare i referti.
Che dire, EVVIVA LA PRIVATIZZAZIONE, bella fine ha fatto la sanita'!

Spett.le Ufficio Relazioni con il Pubblico,
Azienda Ospedaliera Perugia.

Premessa: in febbraio scorso mi sono recato presso il centro di Anatomia Patologica come da anni faccio, solo che mi avvertono che le cose sono cambiate, adesso c'e' un ufficio preposto per l'accettazione. Fin qui nulla di male, se non che io e un'altra signora che era prima di me ci siamo messi in piedi ad aspettare il nostro turno, visto che c'erano due infermieri davanti a noi agli sportelli. Parlavano di tutto fuori che di pratiche e lavoro, e noi, pazientemente, aspettavamo. Esce improvvisamente dalla porta di servizio una dottoressa che ci IMPONE bruscamente, come fosse obbligo, di sederci perche' le cose se ne sarebbero andate per le lunghe, che prima avrebbero avuto la priorita' gli interni, poi, se c'era tempo, anche gli altri. Lasciammo perdere, obiettando che era scandaloso il comportamento e la scelta logistica.
Altra premessa, sono un mammo a tempo pieno, con nessuno che possa accudire a mia figlia uscendo da scuola, e abitando a Chiusi ho dovuto fare in fretta avendo non solo un salasso da fare, ma tra il prelievo e il salasso sono andato in via Del Giochetto in Reumatologia per una visita... quindi, alle 9 e 40 circa di ieri mi sono presentato in accettazione di Anatomia Patologica, aspettavo il mio turno e vedevo litigi tra loro dietro al vetro a proposito di etichette cadute e quant'altro. presento la mia ricevuta per ritirare il referto, ma bruscamente la signorina al banco mi risponde in malomodo che l'orario e' dalle 11 in poi, cosa che mi era sfuggita, e aggiunge se sapessi leggere... D'impulso ho accartocciato il foglio che avevo in mano e sono andato a fare le mie visite. Finite queste, dopo avere girato e rigirato l'Ospedale, sono tornato da loro stirando il foglio alla
meglio. La stessa signorina stizzita, mi dice che l'ho combinato bene questo foglio, e mi chiede un documento... io tra tante cose che ho fatto ho lasciato il documento in auto, per cui rispondo che non lo ho. Lei allora ribatte che ne sa se sono io veramente? Poi, vedendo che cambiavo di colore, mi dice di firmare perche' senno' rischiava di riavere lo stesso casino del mattino!!!

Detto questo voglio protestare contro questo atteggiamento verso il paziente (lo chiamate utente, ma non e' un contratto che ci lega, e' la necessita'!), che davvero in certi momenti ha sfidato la mia pazienza che credetemi, e' veramente tanta. Poi protesto contro la scelta degli orari al pubblico, che chi viene da fuori, 40-50 km e' impossibilitato quasi sempre a rispettarli, dato che sovente le visite hanno gli stessi orari ma destinazioni diverse.
Spero con questo che la presente abbia voce per una considerazione oggettiva del tutto, visto che da anni, con un lupus, una nefrite, una policitemia e ultimamente un cancro al colon, mi seguono a Perugia.
Per eventuali chiarimenti, sono a disposizione.
Con rispetto ringrazio per l'attenzione
Vi saluto e auguro buon lavoro.