lunedì 24 gennaio 2022
RICORDI: Un proverbio che ha segnato la mia vita.
mercoledì 28 luglio 2021
venerdì 2 luglio 2021
Ricordi: Un tarlo che ad oggi non ha soluzione.
Era il lontano (ormai) 1980. Avevo da un paio di mesi rotto coi miei e conosciuto la sera stessa la di poi madre di mio figlio. Nel circo in cui lavoravo avevo il compito di portare la piccola 126 in giro per il paese con la registrazione di invito allo spettacolo. Chi registrava l'invito e' una figlia adottiva della direzione, 5-6 anni piu' grande di me, bellissima, alta. Era la donna da capelli di acciaio, attrazione dello spettacolo, avendo dei foltissimi capelli corvini spessi e riccioluti. Spesso ci dilungavamo nell'ascoltare i Pooh, suo complesso preferito, di cui aveva tutti gli album e che custodiva gelosamente. Essendo che erano di sottofondo all'invito, attendevo che preparasse la cassetta per partire. L'ho sempre vista come amica, fuori dalla mia portata sia come altezza che come elevazione sociale. Un giorno pero' mi disse che voleva farmi compagnia e monto' in auto con me. Arrivati al limite del paese mi disse di accostare perche' voleva parlarmi. Mi comincio' a dire se fossi sicuro nella relazione che ho iniziato, se ci avessi pensato bene. Sono sempre stato una persona fedele, monogama. Una volta che prendo una strada, nel bene o nel male la perseguo fino in fondo. Le spiegai che era successo, che mi sono trovato bene malgrado la differenza di anni, e che dopotutto non era una cattiva persona (scoprii anni dopo invece tutt'altro). Ripartimmo e finimmo il giro di pubblicita'. Li' per li' per me era un amica che mi mettesse in guardia sulle mie decisioni e null'altro. Poi, invece, col passare degli anni, mi scorre sempre davanti quell'episodio e un tarlo affiora nella mente: e se si stava proponendo? Se quello era un tentativo di avance molto velata nei miei confronti? Non ho mai saputo ne' penso sapro' cosa intendesse. Mi e' rimasta comunque nel cuore soprattutto come amica. So che per molti passo per coglione, ma tendo a riflettere molto sul mio passato, dove ero molto impulsivo ed istintivo, ma tardo a capire i sottintesi. Chissa', magari un giorno...
martedì 29 giugno 2021
lunedì 1 marzo 2021
Ricordi: Nonna Modestina.
Ricordi: nonna Modestina.
sabato 23 gennaio 2021
Ciao Pa'
Ed e' arrivata la fine del tuo ciclo vitale, sono triste ma non riesco a versare nemmeno una lacrima. Questo non perche' ce l'abbia con te, ma perche' la mia vita con te e' stata principalmente un inferno. Non ti ho mai odiato ne' mancato di rispetto anche se ne avrei di ragioni per averlo fatto. Una grande mancanza verso noi fratelli, non solo a me e' stato il non lasciare mai provare agli altri fare, costruire, dirigere le cose. La tua gelosia professionale, la tua dittatorialita' sulla famiglia, ma soprattutto la tua violenza non solo verbale verso tutti, principalmente mamma, hanno fatto di te un uomo qualunque nella mia mente, e ora un 90enne smarrito che si e' spento nel peggiore dei modi, lontano da tutto e tutti, consumato da un virus maledetto che non ti ha perdonato. Ho sempre voluto un gran bene alla famiglia, e anche quando ho preso la mia strada cercavo nei weekend di raggiungervi per qualche ora. Ma anche li, ho saputo di recente, il tuo zampino, e non mi spiego perche'. Mi hai lasciato , la vigilia di Natale, fuori paese ad aspettare che arrivassi per dirmi che i miei fratelli non mi volevano li. E invece tu non hai voluto ed hai reso complice mamma, che con le lacrime mi ha dato gli auguri. Un cane bastonato, ecco come mi sono sentito piu' volte, quella volta che mi hai chiesto in prestito i mei scarponi da clown che mi hai dato, costati due duri giorni di lavoro a saldare e dopo pochi mesi me li vedo indossati da un amico, regalo tuo... E ancora piu' indietro nel tempo, adolescente, pensavi che fossi finocchio (grazie alla mia immane timidezza), e mi hai spinto nel letto una tua donnina che poi mi ha fatto fuggire con lei... E quell'altra, dove in un impeto di rabbia mi hai sferrato un cazzotto sulla mandibola lasciandomi intontito e dolorante per giorni. Non era la prima volta, tuo fratello ti riferi' che non voleva mosconi vicina a sua figlia, e quando arrivasti a casa (ubriaco), mi sferrasti un calcio da dietro tanto forte che le palle mi arrivarono in gola... Ma la piu' grossa e' stata quella che, a causa del tuo bere, ti sfogo' in rabbia contro un dipendente del circo e urlavi in pista. Io per calmarti ti ho strattonato alle spalle ma sei caduto all'indietro. Al tuo rialzarti con rincorsa mi desti un calcio alla karateka in pieno viso. Era presente un vigile che prontamente mi isso' da terra e mi chiese se volessi denunciarlo. Risposi che sei mio padre, e lui ti ammanetto' portandoti in guardina una notte, in modo da smaltire la sbornia. Dalla vergogna io cercavo di evitarti, ma passati alcuni giorni mi prendesti davanti a mia madre e mi dicesti di andarmene, facendo in modo che anche mia madre, tra le lacrime, lo dicesse. E basta, il mio sfogo per una vita di soprusi, ostacoli, botte, insulti, offese e' finito. Non ti voglio ne' ti ho mai voluto male, e questo non l'hai mai capito. Ciao papa', ne parleremo di la'. E forse ci chiariremo meglio.
domenica 13 dicembre 2020
PADRI E FIGLIE
Il figlio maggiore della mia compagna e' diventato papa' l'altro ieri. E' in Inghilterra, e dato il Covid la madre non e' potuta andare. Ho pensato di fargli due righe, da padre a neo-padre, righe che mi toccano nel profondo, rivivendo in lui cio' che ho vissuto io per mia figlia.
sabato 31 ottobre 2020
I miei piu' lunghi viaggi.
Due meravigliose esperienze che mai dimentichero': i viaggi in nave da e per l'Australia.
Correva il 1969, e mio padre era gia' partito in aereo per preparare casa e lavoro a Sydney. Una novita' per tutti in famiglia, una terra lontana con diverso linguaggio, con diverse usanze... ed arrivo' il momento di partire e raggiungere papa' non in aereo, ma in nave. Eravamo 5, io, mamma e i miei tre fratelli piu' piccoli. A 9 anni tutto e' bellissimo, la voglia di nuovo stimolava i miei senso giorno per giorno. Imbarcati, mamma lasciava che girassi la nave in lungo e in largo dopo essersi accertata che non ci fossero pericolo in quanto il personale era sempre presente in ogni angolo. La Guglielmo Marconi era immensa, benche' potessi accedere solo ai limiti della classe turistica. Aveva un cinema, una sala delle feste, due sale da pranzo, due bar e tre piscine. Amavo appoggiarmi sul fianco della nave e respirare l'aria spruzzata di salsedine! Al contrario di tutti i miei non ho sofferto il mal di mare anche grazie ad uno stratagemma insegnatomi dai camerieri del bar che mi permettevano di raccogliere bicchieri e piattini dai tavoli. Io raccoglievo, e loro in cambio mi davano panini con prosciutto cotto. Mi dissero che per combattere il mal di mare bisognava mangiare asciutto e bere poco per i primi tempi, ed ha funzionato! A bordo c'era anche una mini scuola con una insegnante di lingua inglese che introduceva i ragazzi ai primi passi del nuovo idioma. Una bella avventura, tappe lunghe a causa della chiusura del canale di Suez (allora stava per essere bonificato dalle mine della guerra). Partiti da Genova siamo arrivati a Napoli, poi Messina e quindi il Pireo. Successivamente Malaga, Santa Cruz di Tenerife, Durban, e poi la traversata fino a Fremantle (scalo di Perth), Melbourne e quindi Sydney. E' stato un viaggio di 30 giorni che avrei voluto non finisse mai, una vera crociera, nonostante in classe turistica, ristorati, trattati come in prima classe da ogni singolo elemento del personale. Durante la traversata tra i due oceani ogni natante fa la festa di Nettuno, e chi traversa per la prima volta viene buttato in acqua (in piscina), come fosse vittima di pirati. Un festa di folklore nautico molto avvincente e divertente, ma che abbiamo visto solo da lontano, vuoi per la folla che c'era, vuoi perche' nessuno di noi nuota, e poi eravamo troppo piccoli. In questi 30 giorni ho recitato in una pantomima nel cinema teatro, ho imparato i rudimenti di inglese, e il mare mi ha rapito. Altra storia e' stato il ritorno. L'andata, assistiti dal governo e' stata dovuta dal fatto che cercavano personale italiano la', e qui, in piena crisi e con famiglia numerosa, mio padre faticava a trovare lavoro. Ad un certo punto e' arrivata la nostalgia, la nonna che diceva che nonno stava per morire e gli ha convinti a ritornare, ancora assistiti dal governo. Una vera avventura il ritorno, sempre con la stessa nave, 4 giorni in piu' di viaggio, molti imprevisti... Tappe: Sydney, Melbourne, Adelaide, Fremantle, Capetown (Citta' del Capo), Tenerife, Malaga, Pireo, Messina , Napoli, Genova. Finche' eravamo in acque Australiane tutto ok, poi, durante la traversata degli oceani, un ciclone di grandi dimensioni, tanto che abbiamo dovuto circumnavigarlo per 100 chilometri, affrontando marosi anche di 20 metri di altezza. Tutti in coperta, perfino il personale soffriva il mal di mare. Io ero uno dei pochi in grado di andare in cabina per prendere il cambio per le mie sorelle di soli 2 anni. Ricordo che nel mio tragitto per la cabina mi reggevo sui passamano e prendevo la rincorsa quando la prua scendeva, ma quando risaliva mi alzava i piedi da terra. Si temeva il peggio, i passeggeri erano in coperta anche per diminuire la sensazione di rollio, ma principalmente per motivi di sicurezza, la prontezza per una eventuale evacuazione era importante. Ogni settimana c'era una simulazione a proposito, ci facevano indossare il salvagente e ci allineavano davanti alla nostra scialuppa di salvataggio. Arrivati a Citta' del Capo, dopo lo scalo di mezza giornata, stavamo uscendo dalle sue acque quando e' suonata la sirena di bordo. Ci affacciamo e nel buio assoluto e nella nebbia si sente un forte rumore di travi metalliche che stridevano. Con i fari di bordo puntati verso i rumori ci accorgiamo che c'e' gente in acqua. Siamo venuti a sapere che una petroliera africana e' stata speronata da una nave passeggeri italiana a causa dell'errore della petroliera, la quale non aveva ne' radio ne segnali luminosi accesi. Abbiamo soccorso l'equipaggio di questa petroliera, e nel frattempo la nave passeggeri e' tornata in porto. Morirono il cuoco e due mozzi. Abbiamo atteso la lancia dal porto per prelevare i superstiti e fare i verbali del caso. Ripartiti, eravamo quasi arrivati a Tenerife che la nave si e' dovuta fermare. Non e' raro vedere delfini, orche, balene nuotare a fianco delle navi, anche perche' trovano spesso viveri di scarto che vengono buttati dalle cucine e se ne cibano. Ebbene, una balena si e' immersa sotto la chiglia ed e' stata dilaniata dalle eliche. I tecnici di bordo si sono immersi per verificare che non avesse fatto danni, quindi proseguimmo. Una vera avventura. Una cosa che mai ripetero', ma mai scordero'.
venerdì 7 agosto 2020
PEDOFILIA.
Il tema e' scottante, che davvero rasenta l'incredibile. Le cose che succedono nel mondo dei bambini ha del surreale, se poi pensiamo che proprio chi li dovrebbe proteggere, e' in prima persona coinvolto in pedofilia. Ma non basta, oltre agli abusi c'e' chi ne mangia le carni, li ammazza spietatamente facendoli soffrire... Fanno quelli che nella Bibbia e' documentato, ma non solo li', nel Corano, nella Torah e nei vangeli, apocrifi e non. Come allora, i capi (gli dei), amavano cibarsi delle interiora dei bambini, dopo essersi inebriati dei fumi da essi prodotti bruciando sul fuoco. Come allora si accoppiano con essi (allora esisteva una legge che permetteva sesso con bimbi di 3 anni e un giorno). La domanda mi sorge spontanea, a seguito delle teorie che dicono che gli dei della Bibbia fossero rettiliani e alieni che non disdegnavano la carne umana giovane, se fossero proseguite le generazioni di questi ultimi (magari ibridandoli con umani), per cui sono ai vertici e comandano il mondo? Mi prenderete per pazzo, ma i tasselli combaciano tutti, dal primo all'ultimo. E i lavaggi del cervello che i piu' attenti fanno emergere dai media sono una conferma di una societa' plasmata ai loro voleri.
giovedì 14 novembre 2019
TEO
Chissa'.
Ciao TEO!
